Perché Arezzo?

Arezzo è a tutti gli effetti un’ icona di questa stupefacente regione che è la Toscana.

Spesso adombrata, per così dire, da città d’arte quali Firenze e Siena, che per vicinanza e per storia divengono per Arezzo una sorta di sorelle maggiori che influenzano le sue sorti e la sua cultura; soprattutto Firenze, sotto cui la città ha vissuto per quasi 500 anni senza perdere comunque la propria identità.

Un’ identità forte, che ha origini antiche, quando la popolazione etrusca ha iniziato ad abitare il suo territorio facendo divenire la città, insieme a quella di Cortona, una delle dodici Lucumonie dell’Etruria; un’identità ricolma di spirito mariano, come ci dimostrano le tante Madonne della Misericordia rappresentate dai più importanti artisti dei secoli passati, fino ad arrivare al miracolo della Madonna del Conforto e alle rivolte anti francesi al grido di “Viva Maria!”, episodi che hanno segnato il passaggio tra il Sette e l’Ottocento.

Certamente, parlando dell’identità di Arezzo, non possiamo non ricordare l’accento colorito con cui Dante Alighieri fa riferimento agli aretini, i ‘botoli ringhiosi’, da cui traspare un carattere estremamente sanguigno e acceso della nostra gente, caratteristica confermata anche dalla stessa Firenze che assegnerà ad Arezzo come emblema della città un cavallo rampante, segno proprio dell’indomabilità che l’ha sempre contraddistinta fin dai secoli antichi.

Di fronte ad una personalità come quella di Arezzo e del suo territorio viene inevitabile chiedersi chissà quali frutti culturali, artistici, folkloristici, e perché no, culinari abbia potuto originare, sia la stessa città che le quattro vallate che la circondano: il Casentino, la Valdichiana, la Valtiberina e il Valdarno.

Sarò lieta di accompagnarvi e guidarvi alla scoperta di questi frutti preziosi e altrettanto lieta di riscoprirli ogni volta insieme a voi!