Cortona e la Valdichiana

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Cortona e la Valdichiana

Under the tuscan sun. Così la scrittrice americana Frances Mayes descrive l’atmosfera trovata a Cortona e nell’altrettanto assolata valle che la ospita. Anche se non sempre la Valdichiana ha goduto di un ottimo clima, soprattutto durante i secoli in cui più che una fertile valle appariva come un’enorme zona paludosa a causa del Clanis e dei molti corsi d’acqua che andavano ad aumentare l’affluenza idrica del fiume. Solo con l’intervento iniziato in età lorenese si arriva ad una efficace regimazione, grazie soprattutto all’ingegnere Vittorio Fossombroni e al suo sistema di colmate. Grazie a questo intervento possiamo godere della Valdichiana come la vediamo oggi: immensi campi di grano e di girasoli, frutteti, il tutto dominato dalle tipiche coloniche dette ‘leopoldine’. E in mezzo a questo paesaggio sorgono città e borghi tra i più invidiati della Toscana, per la loro posizione, il clima, l’arte e la cultura enogastronomica, con la famosa ‘fiorentina’ di carne chianina,  fiore all’occhiello di questa valle.

Prima fra tutte la già citata Cortona: immenso è il suo patrimonio culturale e artistico, patrimonio che affonda le sue radici nell’antico passato da Lucumonia Etrusca, con i suggestivi tumuli della località del Sodo, una delle eccellenze archeologiche di tutta la regione, di cui è possibile ammirare i reperti nell’innovativo MAEC (Museo Accademia Etrusca e Città di Cortona).
Salendo verso Arezzo incontriamo Castiglion Fiorentino, borgo collinare che ospita anch’esso un interessante Museo Archeologico con l’adiacente Pinacoteca Comunale, in cui si conservano prestigiose opere tra le quali due capolavori di Bartolomeo della Gatta, e il Museo della Pieve di S. Giuliano. Quasi a dividere le due città troviamo il Castello di Montecchio, risalente al XII° secolo.
Spostandoci verso ovest e scendendo dalle quote collinari di Castiglion Fiorentino e Cortona, troviamo Foiano della Chiana, piccolo centro agricolo della valle, che racchiude un impensato tesoro: il gruppo scultoreo in terracotta robbiana della Madonna dello Spasimo, il tempio di S. Stefano del Vasari eretto in occasione della vittoria di Firenze contro Siena nella Battaglia di Scannagallo (1554) e il folcloristico Carnevale di Foiano, tra i più antichi d’Italia.
All’estremità ovest della vallata, al confine con il territorio senese, sorge Lucignano, piccolo borgo dalla forma ellittica, molto influenzato dalla vicina Siena, sede di un interessante Pinacoteca Comunale, dove al suo interno si trova il famoso reliquiario detto Albero d’Oro, e della Maggiolata, evento popolare legato alla cultura contadina del luogo che si svolge, appunto, durante il mese di maggio, caratterizzato da una coloratissima sfilata di carri floreali.
E infine, tornando verso nord, troviamo Monte San Savino, la città della nobile famiglia dei Ciocchi Del Monte, della quale uno dei suoi membri, Giovanni Maria, divenne Papa nel 1550 con il nome di Giulio III; Monte San Savino è anche la città natale di un importante artista rinascimentale, Andrea Contucci detto appunto il Sansovino, attivo a Firenze ma che ha lasciato alcune opere scultoree anche nella sua città natia. Mentre poco fuori, andando verso la A1, ci imbattiamo nel Santuario delle Vertighe, con la sua storia piena di fede e devozione.

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