Arezzo

  • 0
Arezzo_01b

Arezzo

 

Arezzo, città della Toscana situata a sud-est della regione,  sorge al centro di quattro vallate: il Casentino, la Valtiberina, la Valdichiana e il Valdarno. Le sue origini sono antichissime, con insediamenti fin dall’età del ferro ma di maggiore rilevanza appare l’investitura a lucumonia etrusca (ossia sede di uno dei dodici re etruschi), insieme alla vicina Cortona. Molti dei reperti di epoca etrusca e romana sono conservati presso il Museo Archeologico Nazionale Gaio Cilnio Mecenate, tra i quali spicca il famoso cratere di Euphronyos della fine del VI° sec. a.C.
Passeggiando per la città risalta subito all’occhio il suo profilo medievale, plasmato durante la signoria dei vescovi-conti che governarono la città fin dal XII° secolo, arrivando al periodo florido sotto il vescovo Guido Tarlati di Pietramala (1312 – 1327). Possiamo ammirare la Pieve di Santa Maria, cara al popolo aretino, la chiesa di S. Domenico con la croce dipinta di Cimabue (1275) e la chiesa di S. Francesco con la Cappella Bacci che accoglie uno dei cicli di affreschi più importanti del Rinascimento: la Leggenda della Vera Croce di Piero della Francesca.
A mio avviso una delle principali testimonianze della città è il bellissimo Duomo dedicato a S. Pietro e S. Donato, protettore della città, posto sul Colle di S. Pietro, che racchiude molta della storia, dell’arte e della fede legata a questo popolo, dove vi si conserva la Maddalena di Piero della Francesca e le maestose vetrate rinascimentali di Guillame de Marcillat, uniche nel loro genere. Inoltre, dal 1796, custodisce in una bellissima cappella appositamente creata nel XIX° sec. in stile neoclassico la maiolica raffigurante la Madonna di Provenzano ribattezzata Madonna del Conforto in seguito al miracolo compiuto in favore del popolo aretino.
Ma l’immagine di Arezzo non la ritroviamo riflessa solo nelle sue splendide chiese e nei suoi monumenti. Molti sono i musei cittadini, vari nelle tematiche e nella qualità delle opere esposte come ad esempio i due musei nazionali, il già citato Museo Archeologico e il Museo di Arte Medievale e Moderna; oppure le due case-museo legate a due dei più importanti aretini che la storia e l’arte della città hanno avuto: il Museo Casa Vasari e la Casa museo Ivan Bruschi, attivo collezionista fondatore della Fiera Antiquaria di Arezzo, una delle più importanti manifestazioni del genere in Italia.
Altra manifestazione importante e simbolo della città è la Giostra del Saracino, l’evento più sentito e maggiormente partecipato da tutta la cittadinanza.

Per alcune ipotesi di visita di Arezzo clicca qui


  • 0
resurrezione prova 2 ultima

la Valtiberina

E’ l’altra vallata del territorio aretino che vede nascere un importante fiume, il Tevere. E’ la terra natale di Piero della Francesca, artista e genio del Rinascimento, e ospita alcune dei suoi capolavori: la Madonna del Parto a Monterchi e le preziose opere conservate nel Museo Civico di Sansepolcro tra le quali la Resurrezione e la Madonna della Misericordia. Sansepolcro e Anghiari sono le città principali della vallata: Sansepolcro, con le sue chiese, tra le quali domina il Duomo di S. Giovanni Evangelista, scrigno di fede e di opere d’arte eccellenti; e Anghiari, uno dei Borghi più belli d’Italia, con i suoi vicoli, le botteghe artigiane, il Museo della Battaglia di Anghiari e il Museo di Palazzo Taglieschi. E poco fuori dai centri maggiori è possibile ritrovare sulle colline uno dei luoghi francescani della provincia: l’Eremo di Montecasale.
Per chi volesse addentrarsi ai suoi confini, la Valtiberina offre molti luoghi interessanti che circondano i centri principali posti più a valle.
Salendo a ritroso in direzione del Casentino incontriamo Pieve S. Stefano, con il Santuario della Madonna dei Lumi affrescato da Luigi Ademollo, e il Palazzo del Comune con una bellissima terracotta robbiana raffigurante l’incontro tra Gesù e la samaritana al pozzo.
Continuando a salire troviamo un piccolo borgo davvero interessante, anche solo per il fatto di aver dato i natali a Michelangelo Buonarroti: Caprese Michelangelo. Qui infatti è possibile vedere ancora la chiesa in cui l’artista fu battezzato e soprattutto la Casa natale di Michelangelo, trasformata in un museo che raccoglie le copie delle sue più famose opere scultoree.
I comuni più a nord – est sono quelli di Badia Tedalda e Sestino, all’estremo confine della valle e della regione, ultimo luogo nel quale si potrebbe pensare di trovare un Antiquarium che conserva importanti reperti di epoca romana e i resti di un bellissimo tempietto.

Per alcune ipotesi di visita della Valtiberina clicca qui